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Tuesday, October 19, 2004
vorrei chiudere questo blog.
è stato bello, ha avuto anche, a suo tempo, una specie di funzione, che però non ha più. non lo sento più, non riesco più a scriverci, non mi interessa che lo si legga. l'unica cosa divertente, oltre ai messaggi di Tuono sulla tagboard, è leggere i referrers che Vi portano qui; allo stesso tempo, però, leggendoli ho la prova inconfutabile che siamo quasi tutti pazzi. maniacali, maniaci,teledipendenti. superficiali. me compresa.
lo diceva antonella elia ieri notte alla replica dell'isola dei famosi: "ho capito che quando riconosco difetti insopportabili negli altri, non faccio altro che vedere i miei". e, sempre nella stessa replica, ho anche trovato dj francesco una persona intelligente e vagamente dotata di fascino.
il prossimo step sarà quello di scaricarmi, ma che dico, COMPRARE l'album degli articolo31, o di quell'altro demente che canta che ci vuole calma e sangue freddo.

viva la mediocrità.
sono partita da un punto ed arrivata ad un altro senza logica
(viva il flusso di coscienza)

sono andata al cinema a vedere:
-lavorare con lentezza
-le conseguenze dell'amore
e nella mia profonda ignoranza cinematografica credo di aver scovato due Opposti.
linea retta vs cerchio
geneale vs particolare
superficie vs abisso
faciloneria vs acutezza
eccetera. basta vi prego fare film sugli anni 70, la "rivoluzione", le sciarpe di canapa equosolidali. BASTA. o almeno non giriamolo a Bologna - altrimenti ho un bel da predicare io (e tanti altri) contro i fuorisede fricchettoni...

#posted by g* , 1:31 PM

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Tuesday, September 21, 2004
auauauahahahauahhauaua
ma io non ci posso credere. ma chi siete, gli exogini?
basta una citazione sul mio (grosso) sedere -là dove puurtroppo noi tutti sappiamo- per fare impennare il counter in maniera esorbitante.

se fossi lungimirante e furbacchiona comincerei ad auto-sputtanarmi giornalmente. è che purtroppo questo blog non ha fini di lucro.
adesso comincio a capire chi vi chiama finocchi.

#posted by g* , 8:36 PM

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Tuesday, September 14, 2004


io sono quel buffo personaggio che si interessa degli affari degli altri ad un festival di fotografia in cui il 90% dei portfolii che ho spiato erano sconsolantente geniali.
sto cercando di umiliarmi il più possibile, magari imparo qualcosa
#posted by g* , 2:25 PM

qui non si sa più che pesci pigliare. è incredibile. è settembre e bologna si ripopola di studenti, ma non lo fa gradualmente; sembra invece che sbarchino a frotte come i libanesi a pantelleria, solo che questi che abbiamo qui hanno (ancora) il mullet o in alternativa un unico dread tipo tappetino coprispalle e ciondoli appesi alle coscie. ecco cosa succede, stanno scomparendo le vie-di-mezzo, la cara vecchia media, magari un poco triste ma perlomeno sincera, a favore di un'estetica dello sgravo e dell'esagerazione, che se non ci sei abituato rischi di trovarti a camminare per via zamboni con mani aperte e occhio pallato di uno che si domanda "EEEEEEEEEEEEEH? e questo, PERCHE'?". slalom tra un costantino di mariadeifilippi (lo scrivo attaccato e sbagliato altrimenti si impenna il counter) biondo con felpa rosa e petto nudo muscoloso e depilato, una fatina dei boschi che cammina mentre gioca ai birilli e intona la taranta, e sciami di uomini-lumaca con la casa condensata in un carrello della PAM, ma con (almeno)un pitbull a testa, che si azzuffano tra loro (gli uomini, non i cani) cercando di urlarsi insulti ma tanto la voce non ce l'hanno più. è tutta rauca, gutturale, nascosta proprio in fondo a quell'immensa fattanza.
ma siiii. bologna è la città dove ognuno è quello che vuole essere, dicono. boh. mi sta bene. quello che non tollero, che proprio mi prude, è quando la gente è talmente pigra e ignorante da non sbattersi nemmeno a capire cosa è quello che davvero vuole essere, e si prende la prima veste "istituzionalizzata" che gli casca addosso e lo fa sentire ok. ma temo sia una storia vecchia, io non sono simmel.


#posted by g* , 1:05 AM

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Monday, September 13, 2004
damiano usa una incredibile quantità di carta igenica. credo. perchè quando lui non c'è, un rotolo riesce a durare anche quasi una settimana. quando invece ritorna, oltre a ritornare con un pacco di carta igenica in valigia, dà il via libera alla quotidiana fiera dello srotolamento senza posa dalla tazza del gebinetto. tipo che in una settimana la deve andare a ricomprare un paio di volte, e ciò significa consumare quattro rotoli abbondanti alla settimana quasi da solo.
allora io, che amo la natura e il consumo ponderato, non mi do pace con sta faccenda. è che inoltre sembra brutto stare a disquisire di queste cose, impuntarsi o far notare a qualcuno le sue ipotetiche cattive abitudini in sede latrinaria.
ma stasera abbiamo messo a punto LA SOLUZIONE; sono stata a fare spese con mamma e ho portato a casa tre rotoloni da albergo, di quelli per i distributori rotondi grossi che ci sono anche in autogrill, per esempio (tra parentesi, altrochè shopping -io e mia madre). una volta a casa - damiano entusiastissimo della novità come un bambino con la sua prima motoretta elettrica - la soluzione mi/ci è corsa incontro così, in nonchalance, tra un pensiero e l'altro (pensieri che in questo periodo sono talmente dilatati, tipo pezzo dei pink floyd degli anni '60, che una volta che si scontrano tra loro producono big bang di surrealismo):
un BEL contest di carta igenica. ognuno il suo rotolone, col nome scritto all'interno del cartoncino rigido, e via che si va a verificare settimanalmente chi come e perchè usa di più.



#posted by g* , 11:55 PM

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Sunday, September 05, 2004

#posted by g* , 11:12 PM

oggi mi sento confusa.
non so cosa voglio, non so chi sono e chi sono stata, tantomeno chi sarò. non so neppure perchè mi sento così.
ci sono giorni in cui tutto è una bugia, un inganno, involucro ingannevole di scatola piena d'aria, aria neppure buona da respirarsi. siamo così deboli. così deboli che è facile cedere alla tentazione di sorreggerci gli uni agli altri, appoggiarci con tutto il peso fino quasi a disfarcene, e a quel punto dimenticare con troppa facilità quanto fosse grave.
rido delle mie lacrime passate, ma mentre rido sento un morso allo stomaco.
piango delle mie felicità, ma sono solo quelle davvero sfuocate a commuovermi. di quelle recenti ancora diffido. piango se penso a mia madre, come nel libro che sto leggendo. mia madre, i suoi piedi che mi sono accorta di avere ereditato in una versione appena più smussata. io SONO una versione smussata di mia madre, punteggiata da pepate di spocchia e lampi di genio paterni. quello che fornisco ex novo lo capiranno forse solo i miei figli.
stasera non ci sei, stasera ti lascio vivere, lascio me stessa imparare a godere di questa solitudine avara. imparo a provare piacere nell'amarti (anche) quando non ci sei, nell'amare una persona sola e non una congiunzione tra due. a provare piacere immaginandoti tra le tue mani e la loro storia d'amore con le tue orecchie e la tua sensibilità. damiano mi parlava di case svaligiate ed io pensavo alla tua non-casa in quella città indolente di studenti insoddisfatti, chè quando ti penso su quelle scale di marmo sulle quali si cammina senza poter far rumore, allora io scompaio ed esisti solo tu, e mi precedi. e la vita torna ad essere solo e tutta tua; tu la realtà, ed io solo un sogno. quando ti penso, ti penso tanto forte che io non ci sono più.

le mie vacanze:
ieri sera marcella mi ha chiesto se mi ricordassi quale fosse l'ultima volta che mi sono davvero divertita (a parte le volte in cui fai l'amore col tuo ragazzo, ha precisato)

io non ho avuto risposta da darle.
i casi sono due: non so scegliere le mie frequentazioni, oppure davvero bisogna tornare a zappare nei campi almeno dieci ore al giorno per sentirsi all'altezza di godersi le cose di questa vita.
tra le altre cose, dei sette rullini che ho scattato controvoglia laggiù, ho a fatica estrapolato cinque o sei foto che almeno riesco a guardare. la focale variabile mi destabilizza. sembra una frase di una canzone di battiato. e io faccio merda.





#posted by g* , 8:37 PM

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Monday, July 26, 2004
stavo per postare la seconda volta in un giorno, ma poi si capirebbe che mi annoio

#posted by g* , 7:32 PM

paradossale che si riesca ad avere una visione di se stessi soltanto nell'altro.
che sia uno specchio, una vetrina, la macchinetta del caffè, il rubinetto di alluminio che ti restituisce rotondo e col nasone.  ma è una questione davvero soltanto di abitudine.
ed una dimostrazione del fatto che solo e sempre l'importante è crederci.

però io. tra tutte le immagini di me in cui m'imbatto quotidianamente (in linea di massima tendo a non soffermarmi più dello stretto necessario per non uscire con l'insalata tra i denti), quella che vorrei fosse quella giusta è nello specchio del bagno di casa mia. per farmi capire, già se mi sposto a figura intera nel corridoio, mi scende.

non c'entra granchè, ma è stato dolcissimo anche rispecchiarmi in Te, in questi due giorni infiniti.

#posted by g* , 3:37 PM

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Tuesday, July 20, 2004
cena a base di pistacchi I Tesori dell'Arca e vino bianco a 3 euro pakistan style.
comincio a spiegarmi perchè in questa casa spendiamo più in dentifricio e carta igienica che in cibo.
 

#posted by g* , 10:18 PM

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